MOBILITA’ ERASMUS VALENCIA (SPAGNA) 3-7 Marzo 2026

JOB-SHADOWING > FPA Font de Sant Lluis - Valencia (SPAGNA): dal 03/03 al 07/03: Martina Conti, Flavia Guabello, Federica Felli, Laura Ottaviano, Fabio Gaudio.

La mobilità realizzata nell’ambito del progetto Erasmus del gruppo del CPIA3 Roma presso il CPFPA Font de Sant Lluís di Valencia ha rappresentato un’importante occasione di confronto con il sistema educativo spagnolo, permettendo di osservare analogie e differenze rispetto alla realtà dei CPIA italiani.

Fin dalle prime fasi di preparazione del viaggio si è instaurato un rapporto di collaborazione molto positivo con i colleghi della scuola ospitante. La comunicazione è risultata semplice e immediata grazie alla vicinanza linguistica e culturale tra italiano e spagnolo.

Inoltre, tra i corsi offerti dalla scuola di Valencia è presente anche un corso di lingua italiana, elemento che ha facilitato ulteriormente gli scambi e la collaborazione tra docenti e studenti.

La nostra visita Erasmus ha coinciso con la settimana della cultura Italia–Irlanda organizzata dalla scuola, alla quale abbiamo contribuito con alcune attività preparate già a Roma. Durante il soggiorno abbiamo inoltre avuto l’opportunità di conoscere una delle tradizioni più importanti della città, partecipando alle celebrazioni delle Fallas di Valencia, che si svolgono nel corso di circa un mese e rappresentano un momento centrale della vita culturale cittadina.

L’attività di job shadowing ci ha permesso di osservare da vicino l’organizzazione della scuola e il contesto sociale in cui opera.

Un elemento particolarmente significativo riguarda la collocazione della scuola stessa: il centro educativo si trova direttamente all’interno di un quartiere popolare della città, caratterizzato da una forte presenza di immigrati. Questa vicinanza al territorio consente alla scuola di essere pienamente integrata nella vita del quartiere e di rispondere in modo diretto ai bisogni formativi della comunità locale.

La scuola è rivolta all’istruzione degli adulti, ma presenta un’organizzazione diversa rispetto ai CPIA italiani. Al mattino si svolgono principalmente i corsi di lingua destinati agli studenti migranti, mentre nel pomeriggio vengono proposte attività formative rivolte soprattutto alla popolazione adulta e anziana, come corsi di informatica, musica e lingue straniere, tra cui anche l’italiano. In questo modo la scuola assume anche la funzione di centro culturale del quartiere, frequentato da cittadini che desiderano continuare a formarsi e ampliare le proprie competenze.

Una differenza particolarmente rilevante rispetto alla realtà dei CPIA riguarda la gestione dei minori non accompagnati. In Italia questi studenti sono spesso inseriti nei CPIA e rappresentano una parte significativa dell’utenza scolastica. In Spagna, invece, tali studenti non sono generalmente affidati ai centri di istruzione per adulti, ma vengono inseriti direttamente nelle scuole del sistema ordinario. Questo elemento determina una composizione dell’utenza diversa rispetto a quella che caratterizza molte scuole italiane per l’istruzione degli adulti.

Un altro aspetto interessante osservato durante la mobilità riguarda il sistema linguistico e culturale della regione. In Spagna, infatti, la struttura federalista dello Stato valorizza fortemente le identità regionali: nella Comunità Valenciana, accanto allo spagnolo, viene studiato e utilizzato

anche il valenciano, lingua co-ufficiale della regione. Questa attenzione alla dimensione linguistica locale riflette un forte senso di appartenenza culturale e di rispetto per le tradizioni del territorio.

Durante il soggiorno abbiamo partecipato a diverse attività scolastiche, assistendo alle lezioni di spagnolo e alle presentazioni degli studenti dedicate alla settimana della cultura italiana e irlandese.

Abbiamo inoltre proposto due workshop: uno dedicato al cinema italiano e l’altro alle danze popolari italiane, in particolare alla tarantella.

Le attività hanno coinvolto numerosi studenti e membri dello staff pedagogico della scuola e hanno suscitato grande interesse.

Un aspetto particolarmente significativo dell’esperienza è stato il clima umano che si è creato con docenti e studenti della scuola ospitante. I colleghi spagnoli ci hanno accompagnato alla scoperta della città e delle sue tradizioni, condividendo con noi momenti di confronto e di convivialità. Anche la vicinanza tra le due lingue ha favorito una comunicazione spontanea e naturale.

Dal punto di vista professionale e personale, l’esperienza si è rivelata molto arricchente. Ha permesso di confrontarsi con pratiche didattiche diverse, di sviluppare ulteriormente le capacità di collaborazione e di rafforzare le competenze relazionali che sono alla base del lavoro educativo.

Nel complesso, la mobilità Erasmus a Valencia si è rivelata un’esperienza estremamente significativa, capace di unire confronto professionale, scambio culturale e crescita personale.

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The mobility carried out within the Erasmus project by the CPIA3 Rome group at the CPFPA Font de Sant Lluís in Valencia represented an important opportunity to compare with the Spanish education system, allowing us to observe similarities and differences with respect to the Italian CPIA system.

From the very early stages of the trip preparation, a very positive collaborative relationship was established with colleagues from the host school. Communication was simple and immediate thanks to the linguistic and cultural proximity between Italian and Spanish.

Moreover, among the courses offered by the school in Valencia, there is also an Italian language course, which further facilitated exchanges and collaboration between teachers and students.

Our Erasmus visit coincided with the Italy–Ireland Culture Week organized by the school, to which we contributed with activities prepared in Rome. During our stay, we also had the opportunity to experience one of the city’s most important traditions by participating in the Fallas of Valencia celebrations, which take place over approximately one month and represent a central moment in the city’s cultural life.

The job shadowing activity allowed us to closely observe the organization of the school and the social context in which it operates.

A particularly significant element concerns the location of the school: the educational center is situated directly within a working-class neighborhood of the city, characterized by a strong presence of immigrants. This proximity to the local area enables the school to be fully integrated into the life of the neighborhood and to respond directly to the educational needs of the local community.

The school is dedicated to adult education but has a different structure compared to Italian CPIAs. In the morning, language courses for migrant students are mainly offered, while in the afternoon, educational activities are provided primarily for the adult and elderly population, such as courses in IT, music, and foreign languages, including Italian. In this way, the school also functions as a cultural center for the neighborhood, attended by citizens who wish to continue learning and develop their skills.

A particularly relevant difference compared to the Italian CPIA system concerns the management of unaccompanied minors. In Italy, these students are often enrolled in CPIAs and represent a significant portion of the school population. In Spain, however, such students are generally not assigned to adult education centers but are instead placed directly in mainstream schools. This results in a different student composition compared to that of many Italian adult education institutions.

Another interesting aspect observed during the mobility concerns the linguistic and cultural system of the region. In Spain, the federal structure of the state strongly promotes regional identities: in the Valencian Community, alongside Spanish, Valencian is also studied and used as a co-official language. This attention to the local linguistic dimension reflects a strong sense of cultural belonging and respect for local traditions.

During our stay, we participated in various school activities, attending Spanish language classes and student presentations related to the Italy–Ireland Culture Week.

We also organized two workshops: one dedicated to Italian cinema and the other to Italian folk dances, particularly the tarantella.

These activities involved many students and members of the school’s pedagogical staff and generated great interest.

A particularly meaningful aspect of the experience was the human connection established with teachers and students at the host school. Our Spanish colleagues guided us in discovering the city and its traditions, sharing moments of discussion and conviviality. The similarity between the two languages also fostered spontaneous and natural communication.

From both a professional and personal perspective, the experience proved to be highly enriching. It allowed us to engage with different teaching practices, further develop collaborative skills, and strengthen the relational competences that are fundamental in educational work.

Overall, the Erasmus mobility in Valencia was an extremely meaningful experience, combining professional exchange, cultural sharing, and personal growth.

 

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