MOBILITA’ ERASMUS SOFIA (BULGARIA) 12-25 APRILE 2026

TEACHING OR TRAINING ASSIGNMENT > Natsionalen Ucheben Kompleks po Kultura (NUKK) - SOFIA (BULGARIA): dal 22/04 al 29/04: Claudio Corvino

Dopo il silenzio dell’Istituto “Atanas Dalchev”, cui avevo proposto il progetto ERASMUS+ Teaching, un’amica mi suggerì di scrivere al Complesso Nazionale di Cultura di Gorna Banya, il Liceo di Lingua e Cultura Italiana a Sofia. Fu la mossa migliore che avrei mai potuto fare: dopo solo ventiquattro ore Michele, collega d’italiano, mi scriveva che ne avrebbe parlato con la preside del Liceo, Eleonora Maneva. La cosa andò in porto velocemente e dopo poche ore mi arrivò la lettera ufficiale di Eleonora, così l’avrei chiamata di lì a poco, con tanto di IOD e indicazioni varie. Quindi ho fatto il biglietto e preso casa.

Da Gorna Banya, dov’è il Natsionalen Ucheben Kompleks po Kultura (NUKK), si gode una bella vista di Sofia dall’alto. La cittadella fu concepita come luogo di villeggiatura per allontanarsi dai rumori e dalla confusione della città ma per chi, come me, ha preso casa al centro, di fronte all’Accademia Bulgara di Scienze, arrivarci è un viaggio: metro, scambio, bus extraurbano. Ma, fin dal primo giorno, ho capito che la NUKK sarebbe stata qualcosa di diverso da un luogo di lavoro. È stata la mia casa per due settimane, e mi ci sono sentito, a casa, grazie a Eleonora, Anna, Antonaeta, Rita, Silvia, Svetlana, Camelia, Michele, Marco, e di certo dimentico qualcuno. Tutti gentili e collaborativi, con storie diverse ma accomunati da due caratteristiche per niente scontate per chi opera nella scuola: intelligenza e gentilezza. Dopo appena pochi giorni, con alcuni di loro ho preso l’abitudine di andare a fare la spesa al Mercato delle Donne, uscire la sera, mangiare insieme e insieme lavorare alle nostre cose in uno dei tanti bar di Sofia.

Confesso che il mio Teaching non è stato una passeggiata: gli studenti, tutti meravigliosi, erano un fiume in piena esondante passione e giovinezza. Preparare e costruire ogni giorno lezioni personalizzate che si adattassero alla realtà, ai livelli (anche linguistici) degli studenti e, soprattutto, alla consapevolezza della personale idea d’identità culturale e delle conoscenze delle tradizioni popolari bulgare non è stato facile. Sapevo fin dall’inizio a cosa andavo incontro: la retorica sulle radici, le tradizioni, l’identità, non è mai stata così forte come in questo periodo in Europa, ma mai come in questo periodo si è smesso di studiarne il senso e il significato. Una delle domande che facevo ogni giorno agli studenti era: “cosa significa essere bulgaro?” e da lì cominciavamo a lavorare insieme.

Eppure, dopo le prime perplessità verso un progetto e tanti argomenti nuovi di tradizioni popolari e di antropologia, mi sono reso conto che avrebbe funzionato vedendo la quotidiana fila di ragazze e ragazzi fuori alla porta del Laboratorio d’italiano che il Dipartimento mi aveva messo a disposizione. Portavano interviste e insieme le ascoltavamo e ne discutevamo, trovando i punti di forza e di debolezza e cercando di capirne il significato e il senso. Tutti sono stati bravissimi e pazienti a tradurre il bulgaro delle nonne o dei genitori. Oltre alle registrazioni, qualcuno mi ha portato delle foto, mostrato degli oggetti: tutto è stato motivo di osservazione, analisi, riflessione. Persino le nuvole, la pioggia, le fate che si dice vaghino nel cielo e tra i monti che circondano Gorna Banya.

Quotidianamente, in alcune ore concordate con i docenti, andavo nelle classi a parlare di antropologia, di cittadinanza attiva, di quella vita insieme che molti chiamano intercultura. È stato facile, visto l’ottimo livello di lingua italiana insegnato e parlato alla NUKK, ed è stato utile per me, che ho avuto modo di conoscere “dal vivo” figure che avevo solo letto sui libri: dalla mitica Баба Марта, Baba Marta, a quell’ornamento di filo rosso e bianco, la marteniza (мартеница), che simbolicamente sembra imbrigliare i venti primaverili. Ma è stato utile, lo spero, anche per gli studenti, che hanno avuto la possibilità di fare tanta pratica di conversazione, un po’ di ricerca sul campo, comparare le tradizioni bulgare con quelle italiane e, soprattutto, conoscere e ragionare su radici, tradizione, identità senza pregiudizi o retoriche, ma calando ogni elemento nella vita reale e quotidiana. Spero anche di aver mostrato loro quanto i nostri rispettivi Paesi siano vicini culturalmente, al di là di ogni atlante geografico.

In qualche modo, ho avuto la conferma della riuscita del progetto quando ho ricevuto l’invito a fare una lezione sugli stessi argomenti (Di venti, di fate e di streghe. Pillole di etnografia italo-bulgara) all’Università St. Kliment Ohridski, il più antico e prestigioso ateneo della Bulgaria. È stata un’esperienza che spero, in futuro, possa rappresentare l’inizio di un nuovo progetto che coinvolga il CPIA3, la NUKK, la St. Kliment Ohridski e l’Istituto Italiano di Cultura, sempre presente a Sofia quando si parla di conoscenza.

Inutile dire che la NUKK ha cominciato a mancarmi già da quando ho salutato tutti, studenti e docenti, in degli abbracci che ho sperato arrivederci. Dal primo all’ultimo, dato alla dirigente Ivanova Bilyana, piacevole connubio di professionalità e grazia che ricorda le fate bulgare di cui mi parlavano gli studenti di Gorna Banya.

NUOVE ISCRIZIONI 2026/2027

IL RICEVIMENTO DELLA SEGRETERIA DIDATTICA SI EFFETTUERA' NEI SEGUENTI GIORNI:

Dal 22/07/2026 al 06/08/2026

Dal 18/08/2026 al 27/08/2026

Martedi’ dalle 10:00 alle 13:00

Giovedi’ dalle 10:00 alle 13:00

Si invita a presentarsi all’inizio del ricevimento, poiché si consegnano solo 20 numeri di entrata

Per il ritiro documentale o l’iscrizione è necessario avere i documenti cartacei in originale

I minori devono essere accompagnati ESCLUSIVAMENTE dai genitori o tutori legali, non si accettano deleghe.

PER QUALSIASI RICHIESTA E' NECESSARIO PORTARE I DOCUMENTI DI RICONOSCIMENTO (CIE, PASSAPORTO) IN ORIGINALE.
 
La Dirigente scolastica
Prof.ssa Adalgisa Maurizio

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